Dilemma

 

 


Gli argomenti pseudo-deduttivi

Pseudo-identità, Incompatibilità, Pseudo-contraddizione, Ritorsione, Dilemma, Autofagia, Pseudo-transitività, Tutto e parte, Ad humanitatem


 

Definizione

Il dilemma è una variante dell'argomento di incompatibilità: si mostra che l'avversario, sostenendo la sua posizione, si trova di fronte a due conseguenze, entrambe inaccettabili. Quindi la sua posizione è da rifiutare.

 

Esempio

Nell'antica Grecia, un figlio, che aveva manifestato l'intenzione di mettersi in politica, fu sconsigliato dallo scendere in campo da una saggia madre con il seguente argomento dissuasivo:

Madre: «Se ti metti a far politica e dirai il vero, la gente ti detesterà. Se dirai il falso, sarai detestato dagli dei. Quindi, sia che tu dica il vero sia che tu dica il falso, avrai qualcuno contro, o gli uomini o gli dei».

 

Replica del figliolo: «Ti sbagli madre mia. Se dirò il falso, sarò apprezzato dalla gente. Se dirò il vero, sarò gradito agli dei. Quindi, che dica il vero o che dica il falso, o il popolo o gli dei saranno con me».

 

 

Critica

Di fronte al ragionamento della madre, il ragazzo aveva diverse possibilità di risposta.

a) Poteva negare l'esistenza di un nesso consequenziale tra dire il vero e suscitare odio; poteva sostenere che viceversa il dire la verità fa acquisire credibilità e rispettabilità.

b) Poteva rifiutare la scelta obbligata fra le due sole opzioni prospettate dalla madre, allargandone lo spettro: ad esempio, uno può fare affermazioni in parte vere, in parte false, o può di volta in volta essere veritiero o menzognero.

Scelse invece di rovesciare il dilemma materno con una mossa elegante e spiazzante, costruendone uno altrettanto persuasivamente ingannevole.

 

Il dilemma è un tipo di ragionamento frequente, interessante ma da prendere con le pinze. Il suo pericolo deriva dal fatto che assomiglia ad un sillogismo disgiuntivo esauriente e saldamente radicato in una divisione reale e fondata. Ma regge solo alle seguenti condizioni.

a) Si devono enumerare tutti i casi possibili, senza trascurarne alcuno. Le due possibilità avanzate devono essere le uniche possibili, senza eccezioni o residui. b) Ognuna delle due conclusioni dev'essere correttamente inferita dalle premesse; ciascuno dei due ragionamenti dev'essere valido, nel senso logico del termine, vale a dire cogente e rispettoso delle regole.

Le due condizioni si verificano in casi rarissimi.

Chi si trova di fronte ad un argomento cornuto, con i suoi corni può tentare di fare almeno tre cose.

l. Prenderli saldamente in mano, vale a dire contestarne gli esiti prospettati.

2. Sottrarsi alle incornate, cioè dimostrare che si tratta di un falso dilemma, che non contempla tutte le possibilità (passare tra i corni)

3. Rovesciare i corni, cioè puntarli in direzione esattamente opposta.

(da Cattani A., Botta e risposta, il Mulino, Bologna 2001, pp. 89-92 con variazioni)

 

 

 

 

Altri esempi

1. «Il referendum non s'ha da fare. Infatti o vincono coloro che non vogliono cambiare le cose e intendono confermare lo stato di fatto e allora il referendum diventa inutile. O vincono coloro che vogliono cambiare e allora sarebbe un disastro per l’economia».

 

2. «Aprire un centro di assistenza per extracomunitari? Non c'è motivo. Infatti, o gli stranieri vengono e allora creano enormi problemi di convivenza con il resto della popolazione o non vengono e allora sono soldi buttati. Perciò, pur con la massima comprensione per le ragioni dei proponenti e a malincuore ... ».

 

3. «Se ti sposi, sposerai una donna bella o una donna brutta. Se è bella, sarai tormentato sempre dalla gelosia. Se è brutta, ti renderà la vita insopportabilmente tetra. Quindi non ti conviene sposarti».

In effetti se uno aspira al matrimonio può uscire tranquillamente dal dilemma, facendo osservare allo sfiduciato amico che, come suggeriscono i logici di Port-Royal, ma donna bella non necessariamente è causa di gelosia, perché può essere così saggia e virtuosa che non si ha motivo di dubitare della sua fedeltà; una donna non avvenente può invece avere tante altre doti che la fanno preferire di gran lunga ad una modella.

 

 

4. Più attuale e irrisolta è la seguente obiezione in forma li dilemma rivolta da un componente del Consiglio Superiore della Sanità al professor Luigi Di Bella:

Se la cura Di Bella si dovesse rivelare efficace, il professore è colpevole per averla tenuta nascosta per venticinque anni. Se dovesse invece rivelarsi un bluff, è colpevole per avere alimentato speranze infondate (Da un dibattito sulla terapia Di Bella nel corso della trasmissione televisiva La nostra storia, messa in onda su Rai 2, il 14.1998) Sono stati costruiti due vicoli ciechi che portano entrambi alla deplorazione, o per eccessiva presunzione o per eccessiva titubanza.

 

5.

Per analizzare meglio la struttura del dilemma e il modo per criticarlo, utilizziamo un altro esempio di dilemma e di controdilemma, tratto da Aulo Gellio nelle sue Noctes Atticae (V, 10). Vi si racconta la disputa fra il sofista Protagora e il suo allievo Euatlo. Questi aveva pattuito con il maestro che gli avrebbe pagato le lezioni, non appena avesse vinto la sua prima causa. Protagora non ebbe mai i soldi, perciò citò in giudizio l’allievo, in quanto insolvente. Ecco il dilemma costruito da Protagora e presentato in tribunale per dimostrare che Euatlo deve pagare:

 

Dilemma di Protagora

 

Euatlo vince la causa o non vince la causa. (PM)

Se Euatlo vince la causa, deve pagarmi per via del nostro patto. (Pm1)

Se Euatlo non vince la causa, deve pagarmi lo stesso perché così decide il giudice. (Pm2)

Euatlo deve pagarmi in ogni caso. (C)

 

L’argomentazione protagorea, basata sul dilemma, è costituita di:

–   una premessa maggiore (PM), nella quale si afferma l’alternativa escludente (A1 aut A2);

–   due premesse minori (Pm1 e Pm2) conseguenti all’alternativa tra A1 e A2:

-  Pm1: “Da A1 segue C”;

-  Pm2: “Da A2 segue C”;

–   una conclusione (C) che segue necessariamente dalla congiunzione di PM sia con Pm1, sia con Pm2.

 

 

Tuttavia, da buon allievo, Euatlo rispose con un dilemma opposto, strutturato come il precedente, ma in grado di giustificare perché egli non dovesse pagare il maestro:

 

Dilemma di Euatlo

 

Euatlo vince la causa o non vince la causa. (PM)

Se Euatlo vince la causa, allora non paga perché così ha deciso il giudice. (Pm1)

Se Euatlo non vince la causa, non paga per via dell’accordo. (Pm2)

Euatlo non paga in ogni caso. (C)

 

Al di là dell’apparente necessità, il dilemma resta un ragionamento argomentativo, quindi suscettibile di discussione. Chi vuole controbattere il dilemma può provare una di queste due vie:

 

a.  “passare in mezzo alle corna” del dilemma, ovvero mostrare che l’alternativa presentata nella premessa maggiore PM è falsa, oppure che non è escludente (autaut…) ma includente (velvel…), oppure che l’alternativa non esiste in quanto vi sono altre possibilità intermedie;

b.  “afferrare le corna” del dilemma, ovvero mostrare che uno dei due enunciati consequenziali – Pm1 o Pm2, o anche tutt’e due – non è corretto.

 

Proviamo anche noi a passare fra le corna del dilemma o, nel caso, ad afferrarne le corna.

Ammettiamo che la prima causa di Euatlo sia proprio quella che gli viene intentata dal maestro. Se questa è la prima causa, Euatlo non ha violato nessun patto: non ha pagato perché non c’è stata alcuna causa, né avrebbe dovuto pagare per una causa che ci sarebbe stata (questa). Dunque non c’è ragione di conflitto e questa causa dev’essere immediatamente sciolta: pertanto sia nel dilemma di Protagora, sia nel dilemma di Euatlo le due premesse minori Pm1 e Pm2   non hanno ragione d’essere. Siamo passati fra le corna del dilemma.

Ammettiamo ora che Euatlo abbia sostenuto veramente una causa e che l’abbia vinta: per questo Protagora lo cita in giudizio. Allora Protagora ha ragione di pretendere il pagamento delle sue lezioni, ma ha impostato male la sua accusa: infatti, la premessa minore Pm1 del suo dilemma è falsa, perché fa riferimento a questa causa, che è la seconda (mentre il patto vale in caso di vittoria nella prima causa); d’altra parte nel dilemma di Euatlo è falsa Pm2, per la stessa ragione. Abbiamo afferrato le corna del dilemma.

 

 

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