Un esempio di fallacia

  Intervista all'avvocato Taormina

 

L'intervista è relativa al commento, rilasciato dall'avvocato Taormina, allora esponente di Forza Italia, relativamente alle fasi del processo all'avvocato Previti.

Questi nel 2000  venne messo sotto inchiesta per la corruzione di giudici del tribunale di Roma, mirante a far rigettare i ricorsi giudiziari del gruppo CIR di De Benedetti nell'ambito della vicenda SME. Tali ricorsi, se ammessi, avrebbero danneggiato la cordata composta da Barilla, Ferrero e Fininvest.

Il 22 novembre 2003 il processo a Previti giunge alla sentenza di primo grado con una condanna a 5 anni per corruzione, poi confermata nel 2005 in Appello e nel 2006 in Cassazione.

Le fallacie sono solo indicate, per lasciare al lettore il gusto di provare a scoprire quali sono.

 

La Repubblica, 29 settembre 2002

MILANO - Due del pomeriggio, bancone del vecchio Bar «Boston» in via Freguglia. Un caffè dì troppo già ordinato, («Prego, si serva») e un tè scuro per il professore, avvocato e onorevole Carlo Taormina.

 Professore, si può sapere perché se ne sta da ore seduto al banco della difesa di Cesare Previti?

«Per solidarietà all'amico».

Amico?

«Certo».

Ma non ve ne avevate dette di tutti i colori?

«Acqua passata. Roba del 96. Dissensi politici. In quel periodo ero un emergente in Forza Italia e una parte del partito, tra cui Previti, non gradiva. Poi è rientrato tutto. Si figuri che Previti mi chiese anche di entrare nel suo collegio difensivo. Cosa che mi lusingò, ma che rifiutai».

Perché non era convinto?

«Non scherziamo. Sono convinto dal primo istante della sua innocenza e della macchinazione di cui è vittima. E del resto, se qualcuno ancora aveva dei dubbi, quest'oggi se li é chiariti ascoltando la sua difesa. Stiamo assistendo a una devastazione».

Devastazione di chi?

«Ma di Ilda Boccassini, ovvio».

Non dell'immagine pubblica di Previti?

«Ma nossignore».

E perché?

«La spiegazione di Previti non fa una piega perché è la verità. Di più, direi che è una spiegazione insuperabile perché viene fornita esattamente a partire dai conti esteri individuati dalla Procura. Soprattutto, torna alla lira. E non parliamo mica di bruscolini, ma di 21 miliardi di vecchie lire. Oggi abbiamo sentito tutti che ogni singolo movimento era dettato esclusivamente da motivi fiscali, che nulla hanno a che vedere con la corruzione di magistrati»,

Ammetterà che non è un gran bel sentire un ex-ministro della Repubblica che dichiara. ad un tribunale «sono un evasore fiscale», «Nascondevo decine di miliardi tra Svizzera e Bahamas».

«E allora? Dov'è il problema? E' la verità».

Politicamente imbarazzante, non trova? Previti dice: «Ero diventato ministro della Difesa, dovevo mettere le cose a posto e dunque mi attivai per far rientrare i miei soldi dalla Svizzera. In modo tale che nessuno potesse ricondurli alla mia persona».

«La verità fa premio su tutto. Dopodiché, vuole che gliela dica proprio tutta? Sinceramente?».

Sinceramente

«Meglio essere evasore fiscale che corruttore di magistrati. Dia retta a me molto, ma molto meglio». [fallacia]

Sicuro, che gli italiani siano così generosi nel giudizio?

 «Guardi che se parliamo di evasione fiscale, Previti è in compagnia di milioni di italiani. Non è mica il solo ad aver evaso il fisco. Vogliamo fare l'elenco dei personaggi della grande industria e della finanza che lo hanno fatto?». [fallacia]

C'è una differenza a farlo da ministro della Repubblica. O no?

«Politicamente non vedo il problema, soprattutto in un momento in cui il governo ci campa con gli evasori».

Ci campa?

«Non è mica un segreto che per far quadrare i conti pubblici c'è bisogno di condoni fiscali. Basta guardare la legge Finanziaria. E poi, mi chiedo come ci si possa scandalizzare. Oggi, per trovare un reato fiscale nel nostro ordinamento bisogna andarselo a cercare con il lanternino. Significa che forse non è poi così grave. [fallacia]

Ha cominciato la sinistra, del resto. Ha portato a termine una serie di riforme che hanno ridimensionato l'area dei reati tributari. Mica il centrodestra. No... No, dia retta a me, è un trionfo». [fallacia]

E senza pagare nessun dazio?

«Su questo posso convenire. Purtroppo un prezzo Previti dovrà pagarlo. Gliel'ho detto subito durante la pausa: Cesare, sei stato perfetto, ma vedrai che domani mattina ti mettono sotto inchiesta per frode fiscale ..... Sono pronto a scommettere».

Torniamo al merito della difesa di Previti. Non le sembra che, tra l'altro, abbia allungato un'ombra sulle prassi contabili della Fininvest?

«E perché mai?».

Sostenere che non si è in grado di dare prova documentale delle proprie parcelle professionali perché non si è in grado di dire se la Fininvest le abbia o meno registrate sarà un problema, o no?

«Ancora una volta, le dico che non è un problema perché è la verità. Innanzitutto parliamo di questioni ampiamente superate dal tempo. Inoltre, vorrei che, anche in questo caso, chi è senza peccato scagli la prima pietra. [fallacia]

Mi si faccia il nome di una grande azienda dai cui bilanci è possibile ricostruire ogni singolo pagamento per le prestazioni dei professionisti di cui si serve. [fallacia]

Insisto: la verità è la verità. Si apprezzi per una volta chi, superando ogni remora, ha avuto il coraggio di dirla». [fallacia]

Previti?

«Naturalmente».


 

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